The Walking Dead: L’ultima Stagione, Episodio 1 – Recensione

Bentornata Clementine!

Scritto il 16.08.2018
da Antonio Rodo

Se da una parte troviamo una serie televisiva che fatica a tornare ai fasti di un tempo, dall’altra troviamo una serie videoludica di tutto rispetto, ormai giunta alla sua conclusione. Il primo The Walking Dead (vincitore del game of the year) fu un colpo al cuore: le avventure di Lee e Clementine fecero scuola nel panorama delle storie post apocalittiche, lo stesso The Last of Us, presenta un rapporto padre-figlia chiaramente ispirato al pluripremiato gioco Telltale Games. Giunti all’ultima stagione, le aspettative sono alle stelle, la paura di non riuscire a chiudere al meglio l’epopea di Clementine si fa sentire tutta. Gli sviluppatori, però, nel corso degli anni, sono riusciti a crearsi una schiera di appassionati, persone che credono nella Software House, e che comprano i loro titoli ad occhi chiusi. Quindi, mi sento abbastanza fiducioso, magari non si tratterà della migliore stagione, ma dopo aver provato e finito il primo episodio, posso dire con assoluta certezza che i propositi per fare del bene ci sono tutti.

Questa prima parte, intitolata “Basta Fuggire”, si è rivelata di buona fattura, tuttavia i problemi non mancano, e in certi casi sono pure parecchio evidenti. Quella che segue è la recensione del primo di una serie di quattro episodi, che verranno pubblicati nei mesi a venire. Tenterò di evitare gli spoiler, ma in un titolo incentrato quasi esclusivamente sulla narrazione qualcosa può sfuggire, in ogni caso vi ho avvertiti.

Ciao Clementine, sei cresciuta!

Di tempo ne è passato troppo, la dolce e spaventata Clementine, è diventata una tenace sopravvissuta, che tenta di salvarsi la pellaccia, giorno dopo giorno. Insieme a lei c’è il piccolo AJ (figlio di Rebecca), personaggio già noto ai fan, per le sue comparsate nelle stagione due e tre.

Trattandosi dell’ultima parte di una saga, ovviamente i riferimenti con i capitoli precedenti non mancano, gli sviluppatori danno per scontato che voi abbiate giocato le stagioni precedenti, infatti una volta avviato il primo episodio, vi verrà chiesto di importare i salvataggi dei precedenti giochi; quello di The Walking Dead è un universo continuo, dove le scelte del giocatore hanno delle ripercussioni evidenti, tuttavia, se non possedete più i salvataggi, non disperate, gli sviluppatori hanno ideato una soluzione molto carina che vi consente di simulare le scelte più importanti delle precedenti tre stagioni (un po’ come accade in The Witcher 3, per fare un esempio), con tanto di riassuntone sulle vicende trascorse.

L’avventura si apre con Clementine e il piccolo Alvin Jr (AJ), alla ricerca di provviste, in modo da tirare avanti qualche giorno in più. Il mondo di The Walking Dead è desolato, brutale, infettato e privo di vita (inteso come svaghi e quant’altro), avventurarvisi non è mai una buona idea, ma è un sacrificio che Clementine è ormai abituata a fare.

Una volta al comando del personaggio, il titolo ci dice che le scelte hanno un peso importante, anche quelle più insignificanti come far suonare una campana, possono portare a esiti spiacevoli. Purtroppo, non è assolutamente così. Le scelte sono davvero troppo semplici da affrontare, non mancano situazioni in cui vi verrà spontaneo mettere il gioco in pausa, per riflettere sulla scelta che vi trovate davanti, ma nel complesso, le conseguenze delle vostre azioni sono abbastanza prevedibili. Uno degli elogi che ho sempre fatto al capolavoro di Dontnod, Life is Strange, è quello di essere riusciti ad inserire delle scelte, le cui conseguenze sono davvero difficili da intuire, nonostante il giocatore possa, in qualsiasi momento, riavvolgere il tempo per azzerare la scelta appena compiuta, un lavoro davvero titanico. Inoltre da segnalare, che alcune scelte portano al game over, quindi in alcuni casi, il gioco vi darà solamente l’illusione di poter compiere un’azione. Ma nonostante ciò le scelte rimangono un momento importante e delicato, nel mio playthrough ho già perso due personaggi, quindi vi invito a non sottovalutarle.

Un elemento che invece mi ha lasciato impressionato, è il rapporto che è possibile avere con i personaggi, soprattutto con il piccolo AJ. Saremo noi giocatori, con le nostre scelte durante i dialoghi ad influenzare il carattere del bambino: quando lo sentiremo pronunciare delle parolacce, potremo intervenire dicendogli di utilizzare un linguaggio meno scurrile o ancora ricordargli che le pallottole sono limitate, e che quindi è meglio mirare alla testa. Tutte queste piccole scelte, si ripercuotono come detto sul carattere dei personaggi, soprattutto nel modo di relazionarsi col prossimo. Delle notifiche in alto a sinistra ci informeranno tutte le volte che compiremo delle azioni che infastidiranno o faranno piacere a uno dei tanti personaggi, anche i sottotitoli (stavolta localizzati anche in italiano), ci informeranno sullo stato del nostro rapporto, cambiando colore a seconda se il rapporto sia positivo o negativo, davvero un applauso agli sviluppatori per aver creato un sistema semplice e chiaro (presente tra l’altro, anche nelle scorse stagioni).

Il racconto l’ho trovato piuttosto semplice, le vicende di questo primo episodio non sono paragonabili a quelle del prologo della prima stagione. La sceneggiatura vero punto forte del team, fatica a farsi apprezzare del tutto. I momenti più alti lì ritroviamo durante i dialoghi tra i due protagonisti: Clementine cerca di imparare al bambino tutto quello che Lee le ha imparato quando era solamente una bambina, questa scelta l’ho apprezzata molto, ed è l’unico elemento che mi ha davvero ricordato che il team californiano di talento ne ha da vendere. I personaggi sono tutti piuttosto interessanti, e riescono a suscitare interesse al giocatore. Sono delle personalità ben inquadrate, in grado di suscitare antipatia, interesse e simpatia, ma sono appiattiti da una sceneggiatura, come detto parecchio deludente.

Déjà vu

Per completezza vi riassumerò in breve (prima di passare al gameplay e al comparto tecnico), la trama di questo episodio.

Dopo un tragico incidente in auto, i due protagonisti si risvegliano all’interno di un collegio, dove trovano una piccola comunità di ragazzi intenti a sopravvivere. Il capo del gruppo, Marlon, si rivela fin da subito un tipo piuttosto minaccioso e curioso, così come lo è pure il suo cane, Rosie. Una volta fatta la conoscenza degli altri personaggi, ci si avventura all’interno della minacciosa foresta, alla ricerca di provviste. A tenere alta l’attenzione del giocatore, ci pensa una back story sul passato del gruppo e qualche sequenza un po’ più movimentata, dove dovremo menare le mani. Il tutto si conclude con un colpo di scena piuttosto efficace, che ci rimanda al prossimo episodio, la cui data di uscita è fissata per il 25 settembre.

Gameplay e comparto tecnico

Pad alla mano, The Walking Dead The Final Season, si rivela un titolo ben più movimentato dei precedenti. Per l’occasione è stato aggiunto un sistema di combattimento, piuttosto basilare, basato sullo stordimento e l’attacco: col tasto triangolo è possibile eseguire un’uccisione istantanea, che però, richiederà qualche secondo per essere eseguita, mentre si è circondati porterà alla morte certa. In questi casi occorrerà prima stordire col tasto cerchio i nemici vicini e poi attaccare. Da segnalare l’aggiunta di situazioni dove è richiesta un po’ di strategia, in assoluto le più varie di questa prima parte. Piuttosto ripetitive, invece, alcune scene di esplorazione, arricchite da alcuni oggetti da raccogliere (sei in questo episodio), che potremo appendere e sistemare in camera per personalizzare la nostra stanza. Non mancano sequenze ricche di QTE, chiaramente pensate per la versione PC, in alcuni casi dovremo spostare la telecamera con l’analogico destro nella zona indicata. Anche la mappatura dei tasti sembra orientata verso la versione PC, con il tasto L3, ad esempio potremo attivare la corsa o la camminata, un po’ come avviene su PC coi tasti alt e bloc maiusc.

Le musiche mi sono parse poco incisive, non in grado di valorizzare l’azione a schermo, buono invece, il doppiaggio inglese.

A differenza delle precedenti stagioni (fatta eccezione per la prima), il titolo è completamente localizzato in italiano, per quanto riguarda testi e menù (è possibile regolare dalle impostazioni la grandezza dei sottotitoli), un’aggiunta che farà sicuramente la gioia di molti utenti, anche se c’è da dire, che la conoscenza della lingua inglese richiesta è su livelli piuttosto accessibili.

Chiudiamo infine parlando del comparto tecnico. Il titolo riprende lo stile celshading dei precedenti lavori del team, stavolta impreziosito da una risoluzione 4K. Abbiamo testato il titolo su PS4 PRO e Xbox One X, in entrambi i casi vanta un rendering pulito ed un frame rate granitico sui 30. Le espressioni facciali sono sempre ben rappresentate, e comunicano alla grande lo stato dei personaggi. 

Video Recensione

 

Valutazione di TopGamer
Il primo episodio di questo finale di stagione, seppur con qualche inciampo, è riuscito a farsi apprezzare. Nel corso delle due ore e mezza, necessarie per il completamento, il mio interesse è sempre stato piuttosto alto, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra Clementine e AJ. Certo, la sceneggiatura non fa gridare al miracolo, l’incedere alle volte è ripetitivo e le scelte hanno delle conseguenze prevedibili. Tuttavia riamane un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati. Speriamo che il prossimo episodio riesca a mettere una pezza sui problemi sopra citati.
PRO
  • Ben recitato
  • Localizzazione italiana
  • Relazioni tra i personaggi
  • Possibilità di importare o simulare un salvataggio
  • Longevità
CONTRO
  • Scelte con conseguenze prevedibili
  • Sceneggiatura
  • Colonna sonora poco ispirata
  • Situazioni ripetitive
7/10
VOTAZIONE
Valutazione lettori
5,00/5
1 voti
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