Thronebreaker: The Witcher Tales – Recensione

Tra card game e avventura

Scritto il 29.10.2018
da Simone S. Marcocchi

Una nuova avventura nell’immaginario di The Witcher

Nonostante CD Projekt RED sia ormai totalmente focalizzata su Cyberpunk 2077, lasciando gli estimatori del brand dell’amatissimo Geralt di Rivia a bocca asciutta ancora per parecchio tempo – almeno sul fronte di progetti di ampio respiro come The Witcher -, il team polacco non disdegna l’idea di tenere in vita qualche release minore, per non spegnere il fuoco del mood.

Gwent è stato un successo! La felice introduzione di un gioco di carte tanto semplice come concept, quanto coinvolgente nella pratica, ha creato aspettative, variazioni, collezionismo ed una vita propria che ha portato alla luce un free-to-play irresistibile. Quella che quindi era un’appendice di The Witcher ha seguito una lunga fase beta di test, dalla quale il gioco è uscito solo recentemente per la versione online, ma come un fulmine a ciel sereno, questo ha portato all’uscita anche di un versione, confezionata benissimo, di una variante in single player, per tutti coloro che volessero giocare, divertendosi, a Gwent, senza che l’online sia l’unica condizione per fruire dello stesso servizio, aumentando però la qualità e le sfide del “gioco da locanda” che abbiamo visto negli episodi regolari della saga letteraria creata da Andrzej Sapkowski.

Thronebreaker: The Witcher Tales - Wallpaper

Se infatti l’etere si sta riempiendo di card game – così come di varianti della battle royale -, i ragazzi di CD Projekt RED sono stati in grado di disegnare un’esperienza completa e corposa per coloro che desiderano accingersi ad entrare in un universo selvaggio governato da leggi spietate. Thronebreaker: The Witcher Tales è al momento una sola esclusiva gog.com – il portale che fa concorrenza a Steam, creato dai CD Projekt stessi con lo scopo di riportare alla luce perle videoludiche scomparse dagli store ma non dai cuori dei giocatori, privi di DRM -, che invita l’utente ad un’avventura inedita. Se qualcuno di voi ha qualche anno sulle spalle, come il sottoscritto, ricorderà i tempi del gioco di Magic: The Gathering creato dalla defunta MicroProse, negli anni ‘90, che ne ricalca in pieno lo stile e le meccaniche. In buona sostanza il giocatore vive un’avventura in cui gli scontri sono regolati unicamente (ma non solo in realtà!) da duelli a colpi di Gwent in cui arrivare ad avere la meglio sull’avversario e proseguire attraverso la storia.

Sull’orlo del precipizio

Il mondo di The Witcher è perfettamente riprodotto in questa variante, con l’ombra di una guerra imminente tra i Regni Settentrionali e il Nilfgaard. Nel mezzo si trova Meve, una regina tratteggiata per essere una vera guerriera e non una regnante pigra che si rifugia tra gli sfarzi del suo palazzo.

Il conflitto è ben caratterizzato dalle vicende che il giocatore intraprende nelle terre innevate, le zone boschive, città date alle fiamme e i grandi spazi in cui abbiamo visto muoversi il buon Geralt. Il giocatore si muove su un piano isometrico dai colori accesi e nettamente in contrasto tra loro, con lo scopo di avanzare sulla mappa ed arrivare a rimettere le cose a posto. Questo avanzamento non è solamente un orpello; all’interno di questi luoghi sono presenti risorse da prelevare, tesori, persone da incontrare ed ascoltare, il tutto per incrementare gli elementi a nostra disposizione.

Thronebreaker: The Witcher Tales, visuale isometrica

 

Non si vince una guerra senza un esercito e nel nostro accampamento, centro nevralgico delle operazioni, si addenseranno nuovi soldati, magie ed artefatti per vincere gli scontri. Se all’inizio infatti vi ho parlato di Gwent, è esattamente questo il modo di affrontare i duelli, con un grimorio rappresentato da quella tipologia di carte che potremo andare ad aggiungere al nostro set per la risoluzione di una quest, mentre le risorse ne determineranno la quantità potenziale che potremo fare delle stesse. I tavoli da gioco sono resi in modo magistrale, con animazioni credibili, diverse tra loro e sempre adese alla situazione. Non è solo Gwent puro (e la strategia di formazione del mazzo di cui sopra), ma la narrazione è parte integrante della storia, come ovvio che sia, con dialoghi a scelta multipla in italiano, anche perfettamente resi in modo vocale nel nostro idioma, con situazioni che possono cambiare drasticamente, considerando che i personaggi che incontreremo lungo la storia possono ribaltare molte delle situazioni delle vicende.

Per quanto l’intera formula funzioni più che bene, con livelli di difficoltà che incrociano i desiderata dei giocatori più smaliziati, ma anche di chi si vuole solo godere il comparto narrativo senza soffrire di troppi sbattimenti tattici, il racconto soffre di alcune sotto-trame un po’ tirate per i capelli, giusto per diluire la storia, anche se nel complesso gli utenti che devono considerare questo titolo come un indie, non possono che essere più che soddisfatti del loro acquisto.

Thronebreaker: The Witcher Tales, schermata di gioco

Valutazione di TopGamer
Thronebreaker è un titolo furbo! Riesce ad essere un felice spin-off per coloro che vogliono ancora una fetta del mondo di The Witcher; punta a coniugare l’immediatezza e la complessità di un gioco di carte strategico e ha il vantaggio di mantenere a livelli medio-alti una trama con personaggi brillanti che riescono ad immergere il giocatore in un mondo credibile e sfaccettato.

La logica dei livelli di difficoltà è volta a premiare chiunque voglia anche solo la trama o la sfida proibitiva, considerando che il confezionamento di questo prodotto è realizzato più che degnamente sul fronte artistico e gode perfino di un ottimo doppiaggio nel nostro idioma, a dimostrazione che CD Projekt RED ha a cuore i giocatori anche nelle sue varianti indie.
PRO
  • Ottimo per chi non vuole uscire dal mood di The Witcher
  • Perfetto per chi adora Gwent e vuole una versione tecnicamente superba
  • Una cura artistica certosina che straripa anche nel campionamento audio e nel doppiaggio italiano
  • Il livello di difficoltà si adatta a tutti
CONTRO
  • La formula di gioco rischia di annoiare
  • La trama, nella parte centrale, arranca parzialmente… rivelando una profondità che non abbraccia l’intera durata del gioco
8/10
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