Timothy and the Mysterious Forest – Recensione

Esistono storie difficili da analizzare oggettivamente. Questo perchè al limite di evidenti limiti, la qualità di ciò che viene narrato è superiore della somma delle sue parti. Questo è il caso di Timothy and the Mysterious Forest  opera di Kibou Entertainment edita da Gamera Interactive, un indie zelda-like che strizza l’occhio ai primi titoli per gameboy da cui […]

Scritto il 19.04.2021
da Corrado Drago

Esistono storie difficili da analizzare oggettivamente.

Questo perchè al limite di evidenti limiti, la qualità di ciò che viene narrato è superiore della somma delle sue parti.

Questo è il caso di Timothy and the Mysterious Forest  opera di Kibou Entertainment edita da Gamera Interactive, un indie zelda-like che strizza l’occhio ai primi titoli per gameboy da cui riprende la veste grafica e la caratteristica colorazione verdastra.

Il concept è molto semplice, c’è un ragazzo, Timothy per l’appunto, che parte alla ricerca di un fungo dalle proprietà miracolose, questo fungo è l’unica speranza che ha per salvare suo nonno, che giace a letto gravemente malato, il nostro piccolo protagonista dovrà farsi strada per la Misteriosa Foresta del titolo, affrontando mostri e Dungeon per riuscire nel suo intento.

 

 

Nonostante l’ispirazione  ai primi capitoli di Zelda ( in particolar modo a Link’s Awakening) sia evidente vista anche l’ambientazione, ci sono meccaniche ispirate da i primi capitoli di Metal Gear e Goof Troop, alcune zone più cupe e misteriose sono state invece ispirate dai capitoli di Zelda  Majora’s Mask e A Link to the Past

Il gioco è un’avventura con visuale dall’alto con una spiccata propensione al “challenging” ha un cuore Hardcore , il che si traduce in centinaia di morti su schermo ,se infatti  affrontiamo i pericoli della foresta a cuor leggero non riusciremo nemmeno a fare un passo senza cadere in qualche trappola, essere uccisi da qualche nemico o vittime dei numerosi tranelli dei png.

Proprio su questi ultimi mi sono soffermato nella discussione con Simone, responsabile di  Kibou Entertainment per cercare di capirne l’ispirazione, ed il motivo è semplice: sono geniali.

Traggono ispirazione dai film di Lynch e Tim Burton ma anche a giochi come Demon’s Crest ,che sia una vecchietta in riva al lago, un vecchio barbaro imprigionato o una misteriosa figura incappucciata in un crocevia nel mezzo della foresta i png trasudano carisma ed originalità da ogni pixel ( invero non molti) rompendo la quarta parete ed in generale dimostrandosi ben più svegli di qualche guardia che si becca una freccia nel ginocchio.

 

 

Esiste una forza misteriosa che ci attira all’interno della foresta, siamo intimoriti come se entrassimo davvero all’interno di un luogo misterioso ed oscuro che ad ogni morte e scoperta ci avvicina alla nostra meta, passo dopo passo, enigma dopo enigma.

Non lo nascondiamo, vi arrabbierete, sbufferete e poi riproverete ancora ed ancora, non ci sono power up, armature o spade da trovare, ci si muoverà nell’ombra utilizzando una basilare meccanica stealth avanzando pian piano alla meta, saremo costretti a memorizzare le location e a tornare sui nostri passi quando una nuova area sarà accessibile con un determinato oggetto o sbloccando un determinato dialogo, vi divertirete, se siete disposti a soffrire.

 

Valutazione di TopGamer
Uno zelda-like con un cuore hardcore, che sotto una grafica volutamente retrò nasconde una scrittura brillante ed un grandissomo amore per le pietre miliari del genere
PRO
  • Vi obbliga a riflettere prima di agire
  • Humor sopra la media
  • PNG geniali
CONTRO
  • La veste grafica non è per tutti
  • I controlli sono macchinosi
  • Non sempre è chiaro cosa si debba fare
7/10
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