Total War: Three Kingdoms – Recensione

Strategia sui campi di battaglia della Cina

Scritto il 06.06.2019
da Giacomo Todeschini
Total War: Three Kingdoms - Recensione

Ecco a voi la nostra recensione di Total War: Three Kingdoms, l’ultimo capitolo della celebre saga di Creative Assembly

Quando si parla di strategici tra i nomi che vengono in mente a chiunque possiamo sicuramente annoverare, senza ombra di dubbio alcuno, quello di Total War. La quasi ventennale serie, pubblicata da Activision prima e SEGA poi, è infatti una di quelle piacevoli costanti che hanno da sempre contraddistinto positivamente il genere. Per quanto possano non piacere strategici e affini, infatti, chiunque almeno una volta nella vita è rimasto affascinato osservando qualcuna delle epiche battaglie campali che nei lavori di Creative Assembly sono all’ordine del giorno. Dopo diverse digressioni nel fantasy, con i due ottimi Total War: Warhammer, la saga è finalmente tornata nei panni che più le si addicono, ossia le rievocazioni storiche. Dopo impero romano, medioevo e Giappone è questa volta la Cina ad offrire i propri campi di battaglia per Total War: Three Kingdoms, ultimo episodio della saga ambientato nell’asiatica landa nell’oramai lontano secondo secolo, dopo la nascita di Cristo. Bando quindi alle ciance e in alto le spade: c’è un ordine da ristabilire!

Three Kingdoms

Eroi e epiche imprese

A onor del vero Three Kingdoms, più che un ritorno della saga al racconto di episodi storici, è piuttosto l’anello di congiunzione tra questa volontà di realismo e il percorso tracciato invece dai due capitoli ispirati a Warhammer. Le vicende narrate sono infatti un misto tra vicende storiche e racconti epici. Il secondo ed il terzo secolo dopo Cristo sono stati per la Cina un’importante fucina di episodi e personaggi leggendari, su cui sono sono stati basati diversi romanzi epici, come la celebre opera di Luo Guanzhong. Tale particolare periodo storico ha infatti creato dei veri e propri eroi della cultura cinese, gli analoghi di quello che simboleggiano Ulisse o Enea in quella occidentale.

Creative Assembly, seguendo la strada già precedentemente tracciata con Thrones of Britannia, ha quindi cercato con questo episodio di rivoluzionare ancor di più le storiche radici della saga, rendendole più eroico-centriche. I vari personaggi principali rappresentati all’interno del titolo ricoprono infatti un ruolo decisamente maggiore rispetto al passato, sia sul piano narrativo che su quello più puramente ludico. I vari territori, ad esempio, non sono contraddistinti dal nome del luogo, bensì con quello del proprio comandante. Una volta che una landa passerà di mano, inoltre, essa verrà ribattezzata con il nome del nuovo proprietario. Un concetto tanto semplice quanto dannatamente intrigante, che tanto ben rievoca la cultura cinese del tempo.

Total War: Three Kingdom screenshot

Eroi o supereroi?

Le varie fazioni presenti all’interno del titolo, rappresentate dal rispettivo comandante, infatti, si scontrano per cercare di ottenere il trono e diventare così imperatori dell’immensa landa asiatica. Come precedentemente detto, però, la centralità degli eroi all’interno di Total War: Three Kingdoms non si esaurisce sul piano narrativo ma sfocia ampiamente in quello più puramente ludico. Sul campo di battaglia tali figure saranno praticamente insormontabili e riusciranno da sole a sgominare interi reggimenti. Considerando inoltre come spesso si abbiano a disposizione, all’interno del medesimo scontro, diverse di queste unità è chiaro come ci troveremo a comandare delle vere e proprie armi di distruzione di massa. Uno spettacolo magari apprezzabile per quanto riguarda l’intrattenimento, ma di sicuro eccessivamente penalizzante sul piano della rievocazione storica.

A essere sia belli da vedere che accurati storicamente sono invece i duelli: nel corso delle varie battaglie ci capiterà infatti spesso di venire sfidati o sfidare il comandante avversario. Ciò sarà ovviamente possibile solo in caso di un bilanciamento quantomeno apparente tra le due unità. Durante un duello gli scontri tra i vari schieramenti si interromperanno e le unità si schiereranno in cerchio intorno ai due contendenti che, a loro volta, si daranno battaglia all’ultimo sangue. A voler trovare il pelo nell’uovo in tali scontri, per quanto ben animati e realizzati, è che spesso essi sembrano più una coreografia che una battaglia vera e propria. Una piccola pagliuzza che però non va sicuramente ad inficiare la qualità complessiva né di tale meccanica né dell’ottimo lavoro di Creative Assembly.

Total-War-Three-Kingdoms, intrighi e inganni

Intrighi e inganni nell’antica Cina di Three Kingdoms

Altra novità di rilievo introdotta da Total War: Three Kingdoms è inoltre il maggior ruolo assegnato alla diplomazia e alle attività di spionaggio. Basti ad esempio pensare che, durante la campagna, sarà possibile annettere il proprio regno a quello di un contendente ed abbandonare di conseguenza i propri intenti bellici. Una decisione puramente diplomatica che porterà alla conclusione della partita: una scelta che, per quanto magari discutibile sul piano ludico, è invece squisita soprattutto per gli amanti delle rievocazioni storiche. Come insegna il passato, infatti, non sempre si muore o si trionfa.

Attorno alle nostre partite si riuniranno quindi un gran numero di personaggi, tra funzionari, membri della famiglia e subdole spie. La loro lealtà nei nostri confronti non sarà però indissolubile e potrebbe capitare che qualcuno di loro ci giri le spalle. Un oscuro emissario mandato ad assassinare uno scomodo rivale, ad esempio, potrebbe non solo riuscire nell’intento o perire nel tentativo, ma anche schierarsi con il bersaglio. Anche noi, ovviamente, potremo convincere degli antagonisti a rimpolpare le nostre fila e sostenerci. Fortunatamente Creative Assembly ha ben pensato di non lasciare questi complessi meccanismi solo al caso o all’intuito ma ha dotato i giocatori di un comodo sistema per controllare i sentimenti dei propri sottoposti. In tal modo sarà più facile prendere alcune decisioni e soprattutto capire se qualcuno ci stia tramando contro.

total war

Dove Total War: Three Kingdoms perde un po’il passo è invece sul campo dell’intelligenza artificiale, che si rivela spesso e volentieri inadeguata rispetto alla grande qualità degli altri aspetti del titolo. Gli schieramenti nemici si faranno infatti accerchiare con fin troppa facilità e fin troppo volentieri lasceranno sguarnite posizione tatticamente importanti. Niente di troppo grave alla fine dei conti, ma l’amaro in bocca resta in ogni caso.

Comparto tecnico di Total War: Three Kingdoms

Nulla da dire invece per quanto riguarda il comparto tecnico, che si dimostra decisamente solido e in linea con i tempi. Non ci sono netti miglioramenti rispetto ai titoli precedenti della serie ma è innegabile come quello offerto dal titolo di Creative Assembly sia sicuramente uno spettacolo incredibile, soprattutto per quanto riguarda il numero di soldati presenti sul campo di battaglia. Un piccolo appunto si può invece fare sui comportamenti delle truppe durante gli scontri, con i vari combattenti che andranno formare spesso dei grumi indistinti che ben poco si addicono a tali belliche situazioni.

Valutazione di TopGamer
Tagliamo subito la testa al toro: Total War: Three Kingdoms non è sicuramente il miglior capitolo della serie. Alcune innovazioni azzeccate si mescolano infatti a delle scelte azzardate che mal si sposano con l'economia di gioco. Il prodotto di Creative Assembly è comunque di altissimo livello e saprà soddisfare ampiamente i fan della serie. Era sicuramente lecito attendersi qualcosina in più ma siamo sicuramente rimasti soddisfatti dall'ottimo Three Kingdoms.
PRO
  • Innovativo, ma fedele alla saga
  • Total War è sempre Total War
  • Potere alla diplomazia
CONTRO
  • Gli eroi sono troppo potenti
  • IA da rivedere
8.5/10
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