Xenoblade Chronicles Definitive Edition – Recensione

Il modo ideale per recuperare una perla del passato senza le limitazioni dei vecchi hardware e senza rinunciare alla libertà dell’edizione per 3DS.

Scritto il 25.06.2020
da Filippo Facchetti
Apertura recensione Xenoblade

Xenoblade Chronicles Definitive Edition – Introduzione

A volte un team di sviluppo ha la fortuna di poter rimettere più volte le mani su un proprio titolo, perfezionandolo fino a realizzare pienamente la propria visione originale. Non sono molti gli sviluppatori che possono godere di questo privilegio, ma i responsabili di Xenoblade Chronicles sono fra questi. Quest’affascinante JRPG approdò nei negozi nel lontano 2010, su Nintendo Wii. Essendo uscito su una piattaforma tecnicamente poco prestante, il gioco aveva alcuni problemi sul comparto grafico, ma nonostante questo seppe stupire grazie a una struttura avveniristica per l’epoca, accompagnata da una narrazione di altissimo livello. Non a caso, Xenoblade Chronicles è ancora oggi ricordato come uno dei titoli imperdibili della corposa libreria Wii.

Nel 2015, Monolith Soft e Nintendo stupirono il mondo intero facendo uscire la conversione portatile, con uno dei pochi progetti in grado di trarre vantaggio dall’hardware aggiornato del New 3DS. La qualità era notevole, ma la scarsa diffusione della versione potenziata della console non permise a tutti di goderne al meglio. Oggi, nel 2020, è finalmente possibile giocare la versione definitiva di quest’epica avventura, con una veste grafica all’altezza e completa di tutte le parti precedentemente tagliate per motivi tecnici, o per mancanza di tempo e spazio di archiviazione.

Il risultato è incredibile e dimostra quanto i progetti ben studiati possano resistere allo scorrere del tempo. Anche se alcune scelte di gameplay o di design mostrano gli anni che portano sulle spalle, infatti, giocare oggi il primo Xenoblade è appagante come 10 anni fa.

Meccaniche e Gameplay

Tecnicamente parlando, la versione definitiva di Xenoblade è una gioia per gli occhi. Pur prestando il fianco a qualche critica per via della risoluzione (appena 540p in modalità portatile e 720p in modalità docked), il lavoro svolto dagli sviluppatori per modernizzare un prodotto visivamente datato è davvero eccellente. I modelli poligonali sono stati rifatti da zero e ora presentano una maggior quantità di dettagli.

A trarre vantaggio da quest’operazione sono soprattutto i volti, finalmente in grado di comunicare al meglio le emozioni dei personaggi. Nel vecchio Xenoblade, infatti, le espressioni erano sfocate e approssimative e sminuivano la potenza dei momenti più intensi della storia. Grazie alle capacità tecniche del Nintendo Switch è finalmente possibile immergersi nella narrazione anche attraverso gli sguardi e la mimica dei diretti interessati.

Anche lo splendido mondo di gioco gode della maggior potenza di calcolo della console, arricchendosi di un gran numero di dettagli e di elementi animati precedentemente assenti. In passato i ragazzi di Monolith Soft non avevano potuto creare un open world vero e proprio e si erano dovuti accontentare di dar vita ad ambientazioni ad ampio respiro, ma isolate. Questo elemento di design è rimasto ovviamente invariato, ma la struttura del gioco aiuta a non soffrire per l’assenza di un mondo libero e completamente esplorabile. Ogni singola zona è stata arricchita e resa più evocativa che mai, permettendo di passar sopra all’assenza di un vero open world.

Anche il comparto audio è stato del tutto rinnovato e ora offre una colonna sonora riarrangiata e perfettamente all’altezza dell’epicità dell’avventura. Per i nostalgici è comunque presente la possibilità di ascoltare le già ottime musiche originali, a dimostrazione della cura e dell’amore riversati sul progetto.

Oltre alle evidenti migliorie tecniche, il gioco gode anche dell’aggiunta del nuovo epilogo chiamato Future Connected, che permette di vestire ancora i panni di Shulk e Melia su un’ambientazione assente nella versione originale. L’espansione non aggiunge elementi fondamentali alla storia, ma introduce due personaggi inediti e sperimenta con le meccaniche di gameplay, snellendole e semplificandole. Si tratta di un extra che arricchisce ulteriormente un’esperienza già soddisfacente in termini di narrazione, portando la longevità a quasi un centinaio di ore.

A garantire a Xenoblade l’enorme successo ottenuto nelle incarnazioni precedenti, comunque, non fu solo l’ottima componente narrativa, ma anche il gameplay innovativo. L’impostazione ibrida tra un MMO e un GDR tradizionale garantiva un senso di libertà inedito per l’epoca, facendo convivere la narrazione classica dei giochi di ruolo offline con le quest e il sistema di combattimento degli MMO.

Fortunatamente è stato limitato il grinding legato al alcune fetch quest, difetto che appesantiva l’incarnazione originale di Xenoblade. La versione Switch è più ricca, snella e rifinita, con utili modifiche all’Interfaccia Utente e con una vasta gamma di accorgimenti pensati per svecchiare una struttura ludica a tratti datata. Per gli amanti della personalizzazione, inoltre, è stata aggiunta la possibilità di cambiare liberamente l’aspetto delle armature, per creare set in linea con i propri gusti.

Anche se alcuni elementi dimostrano ancora l’età effettiva del prodotto, l’esperienza generale è godibile per la prima volta ancora oggi. Sono rari i momenti in cui ci si rende conto di avere tra le mani un titolo progettato ben due generazioni hardware fa.

Anche il sistema di combattimento ha resistito in modo impeccabile allo scorrere del tempo. L’affascinante ibridazione tra MMO e GDR offline permette al giocatore di controllare in tempo reale un personaggio alla volta durante le estenuanti battaglie, spingendo a gestire al meglio un gran numero di abilità attive e passive associate anche ai compagni di squadra.

La gestione corretta del party è fondamentale per portare a casa la pelle durante gli scontri più difficili. Pur avendo a disposizione molti personaggi, il gruppo che scende sul campo di battaglia è composto da un massimo di tre elementi. Per questo motivo, a seconda della minaccia affrontata è importante scegliere se farsi affiancare da un Tank, un Healer o da altre combinazioni. Chi ama sperimentare durante boss fight intense e spettacolari, troverà in Xenoblade Chronicle Definitive Edition un vero e proprio parco giochi dove mettersi alla prova.

Il pensiero dell’autore: Filippo

Quando un gioco dalle ottime qualità ludiche ma caratterizzato da un comparto tecnico ampiamente migliorabile viene perfezionato con amore, è difficile non apprezzare l’impegno e la devozione dei suoi sviluppatori.

Ho avuto il piacere di giocare Xenoblade Chronicles sia su Wii che su 3DS. Il fatto che abbia riaffrontato volentieri l’avventura di Shulk e compagni senza sentire minimamente il peso di una terza run, dovrebbe far capire le grandi qualità del titolo Monlith Soft. In passato avevo sempre sofferto per le incertezze tecniche del gioco e dentro di me speravo di poter rivivere questo splendido viaggio in una versione finalmente all’altezza delle aspettative.

A differenza di quanto è accaduto con il remake di Final Fantasy VII, inoltre, in questo caso abbiamo la fortuna di non ritrovarci fra le mani una storia completamente stravolta rispetto a quella originale.

La narrazione che ha reso famoso Xenoblade è ancora lì, senza modifiche indesiderate alla trama. Gli sviluppatori si sono limitati a intervenire là dove ce n’era davvero bisogno, perfezionando un’esperienza affascinante per adattarla al pubblico attuale.

L’unico appunto che mi sento di fare all’operazione è il fatto di non aver approfittato di quest’occasione per creare un collegamento diretto con il secondo episodio, nonostante l’aggiunta di Future Connected. Sarebbe stato un tocco di classe niente male, per traghettare i nuovi giocatori verso l’ottimo Xenoblade Chronicles 2.

Valutazione di TopGamer
Xenoblade Chronicles Definitive Edition è il modo ideale per recuperare una perla del passato senza le limitazioni dei vecchi hardware e senza rinunciare alla portabilità dell’edizione per 3DS. La natura ibrida e le capacità di Switch rendono la console Nintendo la piattaforma ideale su cui apprezzare al meglio uno dei JRPG più interessanti e sorprendenti degli ultimi anni. Se non avete mai giocato le vecchie versioni, compratelo senza pensarci due volte. Se avete già avuto la fortuna di impugnare la leggendaria Monade per vivere l’avventura di Shulk, il nuovo epilogo e gli innumerevoli interventi apportati dagli sviluppatori bastano e avanzano per giustificare il ritorno su Bionis e Mechanis.
PRO
  • Grafica nettamente migliorata.
  • Comparto sonoro eccellente.
  • Trama appassionante e ben raccontata.
CONTRO
  • Risoluzione non altissima.
  • Capitolo extra non sfruttato al meglio.
  • Alcuni elementi soffrono il peso del tempo.
8.5/10
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