Black Mirror 4×2 Arkangel – recensione

Ed eccoci tornati alla normalità! Citazionismo a parte il primo episodio, di cui abbiamo fatto la recensione appena ieri, ci ha portato in un mondo parallelo che ha acceso in parte la nostra fantasia, spegnendo il crescente interesse (sia poi così sicuri che sia crescente? ndr) del mondo VR. Se tutti gli episodi della serie […]

Scritto il 03.01.2018
da Simone S. Marcocchi

Ed eccoci tornati alla normalità!

Citazionismo a parte il primo episodio, di cui abbiamo fatto la recensione appena ieri, ci ha portato in un mondo parallelo che ha acceso in parte la nostra fantasia, spegnendo il crescente interesse (sia poi così sicuri che sia crescente? ndr) del mondo VR. Se tutti gli episodi della serie Netflix guardino in qualche modo ad un passato, presente o futuro distopico, in cui la linea temporale si sovrappone, ma di poco, alla nostra, dando enfasi ad alcune situazioni, così da portare l’utente alla riflessione, in questo caso non siamo da meno.

Curioso pensare che in Arkangel inizialmente si pensa di essere in una vita assolutamente contemporanea, ma più passano i minuti e maggiore è la sensazione di essere negli anni ‘80 alternativi. Gli stessi anni in cui i genitori erano “maniaci del controllo” sui figli (o più semplicemente più attenti? ndr) e l’ala con la quale proteggevano i loro pargoli si estendeva a molte delle loro attività secondarie. Una volta c’era più tempo, più attenzione, ma Black Mirror getta subito sabbia negli occhi degli spettatori, dicendoci che non era meglio e questo passato potrebbe ripresentarsi in futuro, con quella tecnologia che ci separerà sempre di più dalla nostra capacità di dialogo.

Non c’è nulla di più esplosivo, dal punto di vista psicologico, del rapporto tra madre e figlia. Una relazione che inizia ancora prima del momento del parto e che esplode nell’adolescenza. Ma cosa può fare una madre per sentirsi al sicuro e proteggere la figlia? Quale confine può varcare? Le risposte facili non sono quasi mai quelle corrette ed ecco quindi che la tecnologia alla base di Arkangel può fornire quella sicurezza, ma siamo certi che il cordone ombelicale sia effettivamente stato reciso?

image

Nelle nostre recensioni non forniamo risposte, anzi ci facciamo domande sulla base di ciò che abbiamo visto e le giriamo a voi, così da offrirvi alcuni parametri di riflessione per chi l’episodio lo avesse già visto o qualche spunto per chi ancora lo dovesse vedere. Gli anni ‘80 in questo caso sono le vite, il mood e non è meno celato il Grande Fratello di Orwell nel suo 1984 e capirete molto presto il motivo per il quale ve ne parlo.

Questo è un episodio sicuramente originale, ma in qualche modo vi invito a riguardarvi un episodio speciale di Black Mirror, Bianco Natale, per altro uno dei più angoscianti che io ricordi, ma anche uno di quelli che maggiormente mi sono piaciuti. Non sono solo i cavalli a cui vengono messi a paraocchi e le cause scatenanti che possono generare miscele altamente esplosive sono presenti già ora, nelle nostre vite. Questo episodio non fa mai sterile polemica sul dialogo, ma tende a mettere in evidenza in modo drammatico quanto ci stiamo allontanando dal nostro essere umani, specchiandoci in uno dimensione che esalta il lato più oscuro di noi stessi. Sarà forse questo il significato del nome della serie?

Chiudiamo tra la sorpresa e la curiosità della cabina di regia che vede Jodie Foster come director, quindi non si può sicuramente annoverare tra gli easter egg, però sicuramente aumenta il prestigio dell’episodio.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi