Black Mirror 4×6 Black Museum – recensione

Questa è la seconda volta che cito San Junipero, la prima è stata effettivamente con il pilot della quarta stagione e devo ammettere che anche in questo caso la logica ci riporta a quella stessa situazione. Per quanto infatti le situazioni siano dissimili, è chiaro che, come avevano preannunciato gli stessi autori, l’iconico quarto episodio […]

Scritto il 07.01.2018
da Simone S. Marcocchi

Questa è la seconda volta che cito San Junipero, la prima è stata effettivamente con il pilot della quarta stagione e devo ammettere che anche in questo caso la logica ci riporta a quella stessa situazione. Per quanto infatti le situazioni siano dissimili, è chiaro che, come avevano preannunciato gli stessi autori, l’iconico quarto episodio della terza stagione, lasciava intendere che ci sarebbero potuti essere sviluppi e trame parallele molto interessanti, anche per accendere la fantasia degli utenti.

Il metodo con il quale è stato sfruttato l’espediente, in questi episodi, è assolutamente in stile Black Mirror e apparentemente slegato da quella puntata, ma ci sono molti elementi che al contrario sono in comune e per i quali magari ci potremo confrontare, ma solo dopo che avrete visto l’episodio, così da evitare qualsiasi tipologia di spoiler.

Il Black Museum è davvero strepitoso, non solo perché la prima parola possa sembrare che richiami il nome della serie stessa… ma perché è proprio così. Una strana e curiosa esposizione di elementi che ci collegano a varie puntate della sesta stagione, alcuni però più di altri. Il custode e direttore di questa macabra esposizione sembra ricoprire un duplice ruolo, il primo è quello dell’autore della serie, che sembra voglia nutrire gli spettatori di storie macabre (o di crearne a sua volta?) e il secondo è un’ombra che si porta dietro e che diventa più tangibile nel corso della storia stessa.

image

In questo caso lo spettatore vive contemporaneamente in un hub di tre storie, della durata di circa venti minuti ciascuna, mentre è direttamente coinvolto in una di queste, con verità sconcertanti è la paura che si mescola al ribrezzo e ad un senso di repulsione per le vicende che vengono narrate. Forse uno degli episodi più violenti, crudi ed espliciti della serie, ma anche un modo per indicare una nuova rotta per la serie, che potrebbe trovare nuovi, macabri, esperimenti, per essere sfruttata a dovere.

Una chiusura col botto, ma anche un fantascientifico caleidoscopio per osservare il futuro, nemmeno troppo prossimo, in cui non saranno le macchine ad avere il sopravvento, come lo Skynet di Terminator, ma l’uomo a causa dei propri limiti, della cattiveria e delle più grandi nefandezze che è pronto a fare pure di soddisfare il proprio ego e la smania di denaro. Di certo viene evidenziato con chiarezza che non c’è spazio per i deboli e per la fragilità e se pensiamo che un sistema in stile Battle Royale dia alle persone l’occasione di dimostrare il proprio peggio, dovendo sopravvivere uccidendo gli altri, bè… forse avete soltanto poca fantasia.

Magari potrebbe andare a casa e guardare la sua serie tv preferita.”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi