Nvidia – Rimosso per sbaglio il limitatore per il mining

Nvidia rimuove "inavvertitamente" tramite driver il limitatore dell'hash rate per il mining dalla RTX 3060

Scritto il 18.03.2021
da Mirko Vitamia

Nvidia, dopo aver inserito un limitatore driver per l’hash rate nella RTX 3060, commette un errore e lo rimuove tramite driver

A causa della penuria di chip, derivata soprattutto dalla pandemia in atto, le schede video sono praticamente introvabili. Le uniche disponibili vengono proposte a prezzi esorbitanti e acquistate nell’arco di pochi secondi dalla messa in vendita. Gli acquirenti maggiori di tutte le GPU attualmente vendute sono, ovviamente, i miners che, spinti dal crescente valore delle monete virtuali quali Ethereum e Bitcoin, continuano ad ampliare le loro mining farm.

In questa situazione, Nvidia si è dichiarata “dalla parte dei gamers” inserendo un driver, presente unicamente nelle RTX 3060, capace di limitare l’hash rate della scheda. L’hash rate è una unità di misura utilizzata per valutare la potenza di elaborazione di una GPU e, specificamente, quanti calcoli è in grado di risolvere. Più calcoli saranno risolti al secondo, più quella scheda sarà capace di minare moneta virtuale.

Dubbi sul suo funzionamento

Fin da subito, i professionisti del settore si sono mostrati scettici di fronte questi driver, e per un semplice motivo: il valore di mercato del mining ha superato il miliardo di dollari, per cui era facile pensare che in breve tempo qualcuno avrebbe “bucato” le difese ed eliminato il blocco dell’hash rate.

Bryan Del Rizzo, un dirigente Nvidia, aveva comunicato nel periodo concomitante al lancio che “[il blocco] non riguarda solo i driver. È presente un secure handshake tra i driver, l’hardware della RTX 3060 e il BIOS (firmware) che previene la rimozione del limitatore dell’hash rate”.

Questa dichiarazione aveva fatto ben sperare i gamers, in quanto un blocco a livello hardware (qualcuno aveva foraggiato questa possibilità) sarebbe stato impossibile da rimuovere.

 

Nvidia vende GPU dedicate al mining

In concomitanza ai driver in questione, Nvidia ha rilasciato sul mercato una GPU, chiamata NVIDIA CMP HX, dedicata esclusivamente al mining. La particolarità di queste schede, oltre ad avere un clock del processore e delle memorie ridotto per evitare surriscaldamenti nei lunghi utilizzi, è la mancanza di un output video. In sostanza è impossibile utilizzare queste schede video come… schede video. La loro unica funzione è quella di estrarre più monete virtuali possibili e poi “morire”.

Qualcuno, come Linus di Linus Tech Tips, ha aspramente criticato questa scelta di mercato, in quanto schede di questo tipo non potrebbero mai essere rivendute nel mercato dell’usato, a causa, appunto, della mancanza di una uscita video. Ciò vuol dire che la scheda, concluso il suo ciclo vitale, è destinata alla discarica, aumentando così i rifiuti di natura tecnologica. Inoltre, perché i miners dovrebbero scegliere una GPU limitata e senza architettura Ampere (quella della serie RTX 3000), se possono continuare a comprare le RTX 3000? Le domande hanno trovato, in larga parte, risposte da parte di Nvidia, anche se per lo più non convincenti.

Nvidia rimuove autonomamente il blocco

Ma veniamo a pochi giorni fa, ovvero a quando Nvidia ha pubblicato “per sbaglio” (il virgolettato è solo provocatorio) il driver 470.05 beta che, com’è stato subito scoperto, rimuove del tutto il limite dell’hash rate sulle RTX 3060. The Verge ha intervistato uno sviluppatore Nvidia che ha risposto così: “Uno sviluppatore driver ha inavvertitamente incluso codice usato per lo sviluppo interno che rimuove il limite dell’hash rate sulle RTX 3060 in alcune configurazioni. Il driver è stato rimosso”.

Poco importa che il driver sia stato prontamente rimosso dai download ufficiali, si può adesso facilmente reperirlo ed installarlo su tutte le RTX 3060 rimuovendo così qualsiasi blocco. Questo spiacevolissimo episodio si presta ad innumerevoli interpretazioni. Il consiglio generale è di non trarre conclusioni affrettate e di aspettare le successive mosse di Nvidia che potrebbe, visto questo fallimento, provvedere con una risoluzione più consistente, permettendo così ai gamers o a chiunque ne abbia bisogno di comprare una GPU di ultima generazione.

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